Coinvolgimento e cinismo

sdz-03-upSono scosso. Ho sentito degli attentati al traguardo della maratona di Boston. Io di maratone ne ho fatte sei. E sono sempre arrivato lento, con un passo simile a quello che ho visto tenere ai maratoneti dei filmati negli istanti dello scoppio. Tre morti. Vista la folla che c’è normalmente in queste occasioni, la cifra poteva essere molto peggiore. In rete si riflette sul valore emotivo di questi morti. Sono “solo” tre, ma pesano più di trenta morti in Siria. E’ vero, ci colpiscono molto di più. Ma forse non è sdz-seeds02cinismo, né ipocrisia. Non è razzismo strisciante, quello che ci porta a identificarci più facilmente con le vittime occidentali. E’ qualcosa di istintivo. Quando la paura si è fissata nei nostri comportamenti innati, era essenziale selezionare tra paure campate in aria e paure legate a pericoli imminenti. E quindi, da qualche parte nel nostro cervello, c’è un meccanismo che seleziona i pericoli. Ci fa identificare con il nostro coetaneo che muore in un incidente stradale nel nostro quartiere. Mentre non ci toccano le centinaia di morti in una remota inondazione in Bangladesh. Non è freddezza, non è calcolo. E’ un riflesso del nostro istinto di conservazione. Poi sta a noi, alla nostra cultura, alla nostra coscienza, fare quel passo in più per allontanarci dai nostri progenitori fatti solo di istinto.sdz-03-dn

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3 thoughts on “Coinvolgimento e cinismo

  1. Giusto da te aspettavo un commento a proposito, in quanto runner…
    E’ tutto giusto, non è cinismo o razzismo, è una vicinanza mentale, ma priva di malizia o cattiveria. Solo che danno fastidio quelli che “allora dovresti pregare ogni giorno per la Siria, o per l’Iraq”. Perchè cercare rogne a tutti i costi, anche in questi momenti? Mah…
    Li lascio nel loro brodo, gli attaccabrighe, o almeno cerco di farlo…
    Grazie per l’ennesimo pensiero, sempre realista e disincantato.

  2. Io sono runner, ma sono anche peggio. Sono uno di quelli che dicono che dobbiamo preoccuparci per i morti in Siria e Iraq. E, al di là di ogni istinto, mi dico che sono come me :-)

    • Non dico che non mi preoccupo per Siria e Iraq, solo che se non lo manifesto non mi sembra giusto rimarcarlo.
      E comunque non ho postato foto nè di Boston, nè di Siria, nè di Iraq. E con ciò sono apposto! Tiè!
      Anzi, aggiungerei che sono vicina anche ai terremotati Iraniani. Chi offre di più?

      No, dai, le gare non fanno per me. Quindi chiudo sottolineando che anch’io so che chi sta soffrendo è come me. E per questo ringrazio Dio per come sto, e lo prego per chi sta “là”, ovunque sia questo “là”.

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