Monti e la zucca

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Monti stava affrontando l’ennesima intervista televisiva. Questa volta era il turno di Lerner che sfoggiava una nuova trasmissione con un titolo strano. Z. Viene lanciato un servizio poco circostanziato sulla aderenza di Monti ai gruppi di potere finanziari internazionali. E se vi sembra una frase fumosa, dovevate vedere il servizio.
Il professore per rispondere usa la solita gradevole ironia. Cerca di minimizzare l’antipatia che gli deriva dalla sua presenza in molte stanze di potere. Soprattutto in quelle meno istituzionali e per questo più inquietanti. Il gruppo Bieldeberg, per citare la più sinistra. La frase che ne esce è sgradevole. “Devo confessare che io alla Sagra della Zucca non ho mai partecipato”.
Il problema è che io sì, ci ho partecipato.sdz-seeds02
Non c’erano le sue candidate di lista: mamme sessantenni con cognomi doppi che cercano di presentare i propri figli trentenni con lauree prestigiose e residenze triple.
Alla festa della zucca, io ho visto gente comune. Ragazzi che si davano da fare per servire ai tavoli. Per mettere da parte qualche decina di euro. Signore che, intanto che scodellavano tortelli di zucca, si scambiavano i segreti per non farli attaccare.
Non un circolo esclusivo. Gente comune, gente reale. Gente che potrei anche votare.
Zucca o non zucca.

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IMU e tifo

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Sono disorientato verso queste elezioni. Vedo programmi tutti uguali. Tutti appiattiti sul rastrellare consensi. Non c’è una visione, non c’è un progetto.
I candidati che compaiono in televisione hanno tutti lo stesso ardore nel dare lo stesso messaggio. L’IMU è una tassa ingiusta, l’hanno messi gli altri, quelli cattivi, noi ve la toglieremo.
Non è questo il posto per discutere della sostenibilità di queste promesse. Ma mi ricordo che non è stata messa per crudeltà, ma per bisogno. Perché le case fai più fatica a portarle all’estero. E per quanto sia pigro il doganiere a Chiasso, per me se ne accorge.sdz-seeds02
Le uniche sfumature riguardano i termini con cui promettono di alleviarci. Eliminare, ridurre, rivedere, riprogettare. Tutti attenti a poter poi citare i termini illusori della promessa, appendendosi ad un aggettivo o a una sfumatura. Per non poter essere accusati di averci ingannato. Facile prevedere che l’IMU resterà, ma verrà cambiata. Scommettiamo?
Ma la cosa che mi infastidisce di più è il non poter scegliere. Sono sparite le ideologie (anche su questo sono tutti d’accordo), ma finisce che dicono le stesse frasi. Va a finire che sceglieremo a chi dare il voto in base alla fiducia personale. Verso la persona e prima ancora verso la lista che rappresenta. Sono finite le ideologie. Siamo peggio. Siamo tifosi.

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