Cultura in scatola

sdz-03-upTra i compiti di ogni Premier c’è anche quello di curare i rapporti internazionali e di portare avanti relazioni utili per il proprio Paese. A volte capita di doversi confrontare con esponenti di culture lontane dalla propria e con princìpi difformi. A questo punto l’arte della diplomazia dovrebbe intervenire per permettere di salvare capra e cavoli. Cioè di ottenere risultati tangibili senza pagarli a caro prezzo. Uno dei tavoli più difficili è quello dei diritti umani: come trattare con Stati che non rispettano le più basilari regole civili? Se da un lato verrebbe da rispondere con un fiero “con questi non ci parlo neanche”, da un altro questo atteggiamento aumenterebbe l’isolamento e il conseguente peggioramento delle condizioni delle vittime di questa situazione. Nella recente visita del leader iraniano Rouhani a Roma si è deciso (per questioni di decoro e ospitalità) di nascondere statue raffiguranti corpi umani nudi. Non erano elementi osceni, solo nudità. Qualcsdz-seeds02he zelante e ben pagato funzionario del cerimoniale di Palazzo Chigi ha pensato di inscatolare la cultura per non offendere. Io se fossi in Rouhani avrei preso questo gesto come una manifestazione infantile. Avrei risposto che (sotto una tunica o sotto giacca e cravatta) siamo fatti allo stesso modo. Ognuna di quelle statue coperte era senz’altro più bella e più vera di una simulata pudicizia. Il confronto avviene guardandosi in faccia, senza pannelli.sdz-03-dn

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