La rete è cattiva

sdz-03-upHo letto sull’intrico di social network che due amici, Stefano e Alessandro, sono stati ospiti della Camera dei Deputati per un incontro sulla violenza in rete. Conoscendo quei due, il primo pensiero è stato: “Sono invitati come esponenti della rete o della violenza?”. Li ho conosciuti in un blog di satira. Un posto dove si entra per commentare le notizie. Il patto implicito è: qui si fa satira. Si può essere cattivi, volgari, spietati. Ma si prende di mira il potente (politico, sdz-seeds02imprenditore, uomo di successo), oppure il costume (un tic come chiave di lettura della nostra società). Ho letto del dibattito alla Camera su wired. Questa attenzione verso gli aspetti violenti della rete ha due aspetti. Bullismo, razzismo, violenza, insulti e minacce sono fenomeni da condannare. Ma attenti a non imputare di questo la rete. Non è evitando le parolacce che si risolve il problema. Semmai lavorando sulla cultura su cui qusta violenza attecchisce. Nei regimi meno democratici il controllo è tale che persino la sintassi è piena di fronzoli e i toni sono più gentili. Se il problema è chi scrive insulti sui muri, bisogna mettere alla berlina la stupidità del gesto, non arrestare il produttore di vernice spray.sdz-03-dn

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