Monti e la zucca

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Monti stava affrontando l’ennesima intervista televisiva. Questa volta era il turno di Lerner che sfoggiava una nuova trasmissione con un titolo strano. Z. Viene lanciato un servizio poco circostanziato sulla aderenza di Monti ai gruppi di potere finanziari internazionali. E se vi sembra una frase fumosa, dovevate vedere il servizio.
Il professore per rispondere usa la solita gradevole ironia. Cerca di minimizzare l’antipatia che gli deriva dalla sua presenza in molte stanze di potere. Soprattutto in quelle meno istituzionali e per questo più inquietanti. Il gruppo Bieldeberg, per citare la più sinistra. La frase che ne esce è sgradevole. “Devo confessare che io alla Sagra della Zucca non ho mai partecipato”.
Il problema è che io sì, ci ho partecipato.sdz-seeds02
Non c’erano le sue candidate di lista: mamme sessantenni con cognomi doppi che cercano di presentare i propri figli trentenni con lauree prestigiose e residenze triple.
Alla festa della zucca, io ho visto gente comune. Ragazzi che si davano da fare per servire ai tavoli. Per mettere da parte qualche decina di euro. Signore che, intanto che scodellavano tortelli di zucca, si scambiavano i segreti per non farli attaccare.
Non un circolo esclusivo. Gente comune, gente reale. Gente che potrei anche votare.
Zucca o non zucca.

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