Coinvolgimento e cinismo

sdz-03-upSono scosso. Ho sentito degli attentati al traguardo della maratona di Boston. Io di maratone ne ho fatte sei. E sono sempre arrivato lento, con un passo simile a quello che ho visto tenere ai maratoneti dei filmati negli istanti dello scoppio. Tre morti. Vista la folla che c’è normalmente in queste occasioni, la cifra poteva essere molto peggiore. In rete si riflette sul valore emotivo di questi morti. Sono “solo” tre, ma pesano più di trenta morti in Siria. E’ vero, ci colpiscono molto di più. Ma forse non è sdz-seeds02cinismo, né ipocrisia. Non è razzismo strisciante, quello che ci porta a identificarci più facilmente con le vittime occidentali. E’ qualcosa di istintivo. Quando la paura si è fissata nei nostri comportamenti innati, era essenziale selezionare tra paure campate in aria e paure legate a pericoli imminenti. E quindi, da qualche parte nel nostro cervello, c’è un meccanismo che seleziona i pericoli. Ci fa identificare con il nostro coetaneo che muore in un incidente stradale nel nostro quartiere. Mentre non ci toccano le centinaia di morti in una remota inondazione in Bangladesh. Non è freddezza, non è calcolo. E’ un riflesso del nostro istinto di conservazione. Poi sta a noi, alla nostra cultura, alla nostra coscienza, fare quel passo in più per allontanarci dai nostri progenitori fatti solo di istinto.sdz-03-dn

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