Ammiccamenti manifesti

sdz-03-upAbbiamo commentato divertiti i manifesti elettorali. C’è stata una evoluzione nel corso dei decenni. Un cambiamento grafico che in qualche modo è emblematico del cambiamento del paese nei confronti della politica. Negli anni Settanta il manifesto elettorale era il simbolo del partito. C’erano le ideologie, forti, che prevalevano sul candidato. Falce e martello o scudo crociato spiegavano molto di più del cognome del candidato. Negli anni Ottanta si è ribaltato il paradigma. Foto di gente vincente e ammiccante. Esegeti di quell’edonismo che si spacciava come il modo giusto di interpretare il mondo, a partire dalla politica. Facce che, a rivederle adesso, sembrano poco più comparse di Miami Vice. Negli anni Novanta si è riscoperta la seriosità di tailleur e giacca e cravatta. Meglio se grigi. sdz-seeds02Adesso che la parola d’ordine è il prefisso anti- (politica, casta, palazzo) il gioco è vestirsi in modo quotidiano: camice aperte, maglioni, foto casuali di quelle che scarteremmo come immagine del profilo su facebook. Guardandoli in prospettiva, però, questo adeguarsi ai canoni del momento ha sempre un ché di sospetto. Si interpretano i gusti del tempo.sdz-03-dn

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